AFFRESCHI

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Sino al 1956, gli affreschi decoravano le pareti e la conca absidale della Cripta rupestre di San Vito vecchio. Staccati dalla sede originaria, in Via Fornaci a cura dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma, restaurati e posizionati in un nuovo ambiente che riproduce l’invaso della cripta, gli affreschi, unica testimonianza del patrimonio culturale italiano, furono esposti alla Mostra Universale che si tenne nel 1958 a Bruxelles, suscitando grande ammirazione.

  • Cripta di San Vito Vecchio

Il ciclo degli affreschi è conservato nella ricostruita Cripta di San Vito Vecchio al Piano terra del palazzo Santomasi, dove è stata ricreata l’originaria struttura.
L’ambiente è dominato dalla gigantesca figura, nell’abside, del Cristo Pantocratore, assiso in trono e sorretto da 4 angeli.
Sulla parete sinistra, a cominciare dall’ingresso, sono collocati, entro una sequenza di arcatelle, figure di santi. A sinistra: S. Pietro, S. Lazzaro, S. Giacomo e S. Basilio.
Ai 4 santi segue, entro un riguardo, la scena delle tre Marie al Sepolcro, con la presenza di una figura d’Angelo.
Sulla parete destra, a cominciare dall’ingresso, sono collocati: S. Caterina d’Alessandria, la Vergine seduta in trono che regge il Bambino benedicente, S. Bartolomeo, S. Nicola di Bari, S. Margherita, S. Cosma e, molto probabilmente, S. Giovanni Crisostomo ed infine S. Martino (del XVI secolo).
Il complesso costituisce una presenza della cultura pugliese nel contesto artistico che, fra il XII e il XIII secolo, collegava l’Occidente con l’Oriente.